Claudio
Diatto nasce a Torino nel 1953.
Presente sulla scena artistica dal 1972, dopo il diploma al
Liceo Artistico dell’Accademia Albertina frequenta la
Facoltà di Architettura del Politecnico torinese.
Fino al 1978 lavora come tecnico nel campo della progettazione
dei materiali lapidei collaborando tra l’altro al restauro
di monumenti come la Basilica di Superga, Palazzo Madama,
Il Duomo di Torino...
Quindi, alla soglia della laurea con in tasca la prospettiva
di una carriera assicurata, rinuncia a entrambe e segue la
vocazione artistica dedicandosi esclusivamente alla pittura.
Si trasferisce in Alta
Langa, dove incontra luoghi e personaggi adatti
ad affrontare i primi difficili anni di sperimentazione artistica.
Nel 1982 edita “Luna
di Langa” la sua prima cartella di serigrafie,
questa tecnica è congeniale alla sua espressività
e la intraprende con passione progettando personalmente il
processo di stampa.
Dagli inizi degli anni ‘80 propone il suo lavoro per
cicli, come “Il
grande sogno” che presenta con una bella
personale alla storica Galleria di Albenga “L’Elefante
Blu”, proseguendo con “Fragili
memorie” “Viaggiatori”,
“Bolero”,
“Flaneurs”,
“Le
jardin de l’oncle Marcel”, “Arcipelago
del tempo”, “L’Isola
di Paul”, “Due
poeti nel giardino” “Le
tentazioni di un Argonauta”, fino ai recenti
“Soul’s landscapes”, “La Luna di bosco”
e “Shadows”.
La prima personale all’estero è del 1983 alla
Galerie
Fersen di Antibes, diretta dall’americana
Judith Fox, qui trova un ambiente stimolante che lo incoraggia
a proseguire il cammino intrapreso.
Inizia così un percorso parallelo in Francia, che lo
conduce tra l’altro, alla personale di Parigi nel 1991
presso la Galerie
Le Breton in rue Dauphine, fino alla vasta esposizione
nel Museo Nazionale Chateau
Saint-Jean di Nogent-le-Rotrou nel 1995.
Nel 1987 trascorre alcuni mesi nei Pirenei spagnoli, a preparare
una personale per la Galeria
Estol di Barcellona.
Questa è la mostra che segna il passaggio dal periodo
intimista dei colori tenui e delicati con lavori dedicati
alla “memoria”, a quello attuale dalle
composizioni “ludico-fantastiche” cromaticamente
più intenso.
Nel 1992 sposa Marina.
Nel 1996 realizza su invito la serigrafia “Il
sogno di Luigi” che celebra il trentennale
del Gruppo Abele fondato da Don Luigi Ciotti. Nello stesso
anno l’opera grafica è catalogata nelle raccolte
del Museo d’Arte Moderna di Senigallia.
Nel 1997 concepisce “Opera
visionaria” (viaggio immaginario di un
artista attraverso scene e costumi per La Traviata, Carmen,
La carriera di un libertino e Cenerentola) per il Teatro Carlo
Felice di Genova, mostra itinerante da cui è stata
tratta l’omonima cartella di serigrafie.
Nel 1998 partecipa all’Arte Fiera di Bologna e al MIART
di Milano con l’organizzazione di Franco Cancelliere,
è presente al Salone del libro di Torino con il volume
“Voci
di speranza” edito dall’EGA.
Nel 1998 nascono i figli Luna
e Beniamino.
L’anno successivo una ricca personale al Centro
Incontri della Provincia a Cuneo, segna la fine
simbolica di un periodo durato vent’anni, costellato
da decine di esposizioni, da una fede profonda nell’arte
come terapia ai mali dell’anima e da un sincero
riscontro nell’apprezzamento del pubblico.
Quindi sospende temporaneamente l’attività
espositiva, dedicandosi alla ricerca e alla sperimentazione
di nuove composizioni con l’utilizzo di materiali
alternativi.
Nel 2004 si ripresenta al pubblico con rinnovata energia,
instancabile navigatore dell’immaginario oggi Diatto
costruisce teatrini onirici con poetici riferimenti alla fiaba
e al mito.
In questo periodo lavora tra l’altro al progetto di
opere modulari, una sorta di codice iconico ispirato
ai ritmi del paesaggio di Langa.
Vive e lavora a Dogliani nel suo Laboratorio imaginifico.
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